04/02/09

Sam Kills Two



Sam Kills Two "Passenger List" VIDEO


Lo spirito di un’etichetta indipendente si misura anche dal grado di eccitazione con cui si investe nei principali progetti. Rocket Girl, che ha sempre mantenuto una buona visibilità nell’underground inglese, ed ultimamente ha investito sui newyorkesi A Place To Bury Strangers, tanto da riguadagnare terreno nell’economia indie internazionale. Si torna in terra d’Albione coi Sam Kills Two, invitati in occasione di uno show radiofonico organizzato dalla stessa label per il canale Resonance FM (da anni una delle più fulgide realtà dell’etere britannico). Immediato il feeling e tempestiva l’idea di mettere sotto contratto il gruppo per il disco di debutto. Un colpo di fulmine: è bastata quella performance ad illuminare gli sguardi attenti di Rocket Girl e senza ulteriori garanti o garanzie, i Sam Kills Two sono pronti a promuovere l’omonimo esordio. Che sembra scritto da una banda di veterani. In parte debitori del rock americano come della grande tradizione dei folksinger a stelle e strisce, Sam Kills Two si pongono a mezza via tra lo slo-core dei Red House Painters di Mark Kozelek, le ballate malinconiche di Elliott Smith, la poesia di Leonard Cohen e l’acceso realismo di Warren Zevon. Sono questi fattori che contraddistinguono l’opera prima del gruppo, il cui tratto stilistico più evidente è rappresentato dall'equilibrio tra partiture acustiche e fiammate elettriche, ai quali si appoggiano deliziosi tocchi di piano ed un’avvolgente ritmica. Per un risultato di grande dinamismo eppur sentimentalmente fragile. Un debutto omonimo che con gusto rappresenta l’alternativa odierna al più stereotipato indie-rock, mantenendo entrambi i piedi saldi nella tradizione.

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