25/09/13

Saluti Da Saturno: Dancing Polonia




‘Dancing Polonia’ segna un importante cambio di rotta: dal pianobar futuristico elettromeccanico, basato sul principio strutturale dell' optigan - strumento da pianobar per eccellenza - al free jazz cantautorale, lasciando la responsabilità strutturale delle canzoni al pianoforte, strumento per eccellenza della canzone d’autore farcita con venature e sfumature di free jazz. Una libertà poetica che arriva dai sapori e dalle immagini di film finlandesi, armeni e italiani e dai ricordi e sogni di un bambino che solo attraverso la musica ha guardato il mondo, tracciando una linea estetica-elastica tra la canzone d' autore più semplice e quasi banale alla musica casuale. ‘Dancing Polonia’ è un film immaginario dove le immagini nascono dalla mente e dalla fantasia delle persone che lo ascoltano. Un altro capolavoro firmato Mirco Mariani!

Ospiti: Arto Lindsay, Paolo Benvegnu', Alessandro ‘Asso’ Stefana (Guano Padano/Capossela), Vincenzo Vasi (Capossela)
‘La malinconia e’ una delle cifre di un album da balera surreale, con cori sfilacciati, relè anni cinquanta, un po’ di vodka e molto vino rosso. Un clima intrigante, capace di scartare da orizzonti precostituiti. Insomma, nel momento in cui si è sicuri di averlo inchiodato sul versante magari caposseliano, Mariani si sposta di lato e cita qualche balera romagnola. Incanta e commuove, senza perdere tempo a contemplarsi (Mucchio settembre, voto 7,5)

‘Un miracolo d’equilibrio che si tramuta in brani volatili e poetici come ‘Venere’, che si esplica nel passo saltellante e solare di ‘Un Giorno Nuovo’, negli arrangiamenti intrisi di romantica leggerezza di ‘Le Luci Della Sera’, nel mirabile fraseggio pianistico di ‘Sete’, nel ritmo misterioso di ‘Ombra’, nell’intimismo dolce di brani quali ‘Di Notte’ o ‘Scintilla’, o, al contrario, negli spigoli quasi waitsiani di ‘Cloro’. Disco del mese (Buscadero settembre)
‘In scaletta si rincorrono ballate lunari, tango assonnati, umori latini, folk di casa nostra e serenate d’altri tempi, diluiti in un suono caldo e ospitale. Un suono certamente poco convenzionale, d’indole jazz, che nasconde il suo amore per il gioco e per la ricerca: nel disco (Rumore settembre, voto 8)

‘Dancing Polonia’
è un manufatto a regola d’arte, raffinato negli arrangiamenti, delicato ed evocativo. Un apparente contegno che viene travolto dalla personalità di Mariani, dalla sua ricerca da collezionista incallito del pezzo raro da salvare dall’oblio, da quello sguardo furbetto da personaggio felliniano che favella di amarcord lontani e vicini. (Indie-eye.it settembre)





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